Green Pass: studi privati e attività professionali.
Facciamo chiarezza: il Green Pass è attualmente necessario per legge (DL 105/21 e 111/21) per la partecipazione a determinati tipi di eventi o per la fruizione di determinati servizi (quali viaggi in treni a lunga percorrenza, frequenza di palestre o piscine, servizio ai tavoli interni ai ristoranti, ecc…).
La normativa attualmente non prevede l’obbligo di Green Pass per l’accesso a studi professionali privati.
Al contempo, non vieta la possibilità da parte del professionista di richiederlo a propria discrezione, ai propri utenti, per l’accesso a determinate attività private in presenza, a maggior tutela dei presenti soprattutto se le situazioni possono presentare un particolare rischio di contagio per i partecipanti (ad esempio: prolungate attività di gruppo al chiuso, presenza di utenze fragili, ecc…).
Invece, per le attività professionali che si svolgono in contesti espressamente regolati dai Decreti (come corsi o attività nelle palestre o in centri culturali, docenze in istituti scolastici/universitari, ecc…), si applica la normativa di riferimento.
In ogni caso, si ricorda che è sempre necessario applicare rigorosamente le misure igienico-preventive nelle attività in presenza: assenza di sintomaticità/stati febbrili, distanza interpersonale di almeno un metro (meglio se due), utilizzo costante e corretto di mascherine chirurgiche/FFP2 da parte di tutti, igienizzazione delle mani, disinfezione delle superfici di contatto quali poltrone o oggetti di uso comune come test o libri, aerazione molto frequente dei locali.
Lavorare in sicurezza protegge la salute di tutti ed è una responsabilità deontologica per ogni professionista.
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Ultimo aggiornamento
15 Dicembre 2021, 14:06
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