OPRC – Ordine Psicologi Regione Campania

IL MATTINO – Bozzaotra su 11enne violentata: «Guai a minimizzare il trauma»

Giuliana Covella su Il Mattino intervista Antonella Bozzaotra, presidente dell' Ordine degli Psicologi della Campania, in merito alla vicenda della bambina 11enne che sarebbe stata costretta con la forza da due adolescenti di 15 e 16 anni a compiere atti sessuali all’esterno del centro commerciale Quarto Nuovo, nel Napoletano.

«Gravissimo violentare una bambina, ma altrettanto grave che l' abuso sia commesso da due ragazzi di 15 e 16 anni». Antonella Bozzaotra, premette che, essendo in corso le indagini, può solo «tracciare un quadro generale dei fatti». Ma in questo quadro c' è giù una certezza: «La vittima è una pre-adolescente che si trova a fare i conti con un episodio gravissimo e traumatico».

Qual è lo stato psicologico di una vittima di violenza a quell' età?

«Un abuso nei confronti di una bambina così piccola è una delle cose più terribili che possano accadere ed è per questo che bisogna essere molto attenti in tutte le fasi successive alla denuncia».

Che cosa intende?

«C' è il rischio che ciò che ha subito venga minimizzato. Spesso le vittime, donne e bambine, non vengono credute. Quante volte sentiamo frasi come aveva la minigonna o se l' è cercata? Ecco, questo non deve accadere. Quella minore deve essere tutelata e accompagnata nel percorso post traumatico».

Dopo l' accaduto l' undicenne ha subito raccontato tutto ai genitori. Qual è il ruolo della famiglia in questi casi?

«I genitori sono stati il suo punto di riferimento, dopo la violenza subita. Genitori che spesso, in questi casi, si sentono in colpa perché credono che avrebbero potuto evitare quanto accaduto. Ma in loro il minore abusato trova uno spazio di ascolto: aver trovato supporto e accoglienza nella mamma e nel papà è e sarà per lei importantissimo. Tra l' altro questi genitori non hanno esitato a sporgere denuncia ai carabinieri».

La vittima sarebbe stata adescata attraverso uno scambio di messaggi whatsapp. Quali sono i rischi per i minori che usano i social?

«Non c' è la possibilità di guardare in faccia l' altro. Non c' è un feedback, mentre dal vivo si possono acquisire elementi in grado di orientarsi sulla relazione. Questo è l' aspetto negativo dei social. La vittima cioè ha meno elementi da valutare per capire cosa sta accadendo».

Anche i responsabili però sono a loro volta «vittime».

«Se due ragazzi di 15 e 16 anni fanno questo, viene da chiedersi: che tipo di educazione alla relazione uomo-donna hanno avuto? Che modelli hanno? Che socialità hanno? Purtroppo abbiamo sdoganato troppi comportamenti che non sono più circondati da condanna».

Ossia?

«È gravissimo violentare una bambina di 11 anni».

Cosa aspettarsi adesso?

«Mi auguro che la giustizia faccia velocemente il suo corso, ma anche che si intervenga nei contesti educativi in cui sono inseriti i responsabili. E soprattutto che alla vittima sia riconosciuto il danno».

Ultimo aggiornamento

5 Dicembre 2019, 00:00

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